Descrizione Progetto

CENERENTOLA
Spettacolo creato da Lindsay Kemp

Regista Assistente David Haughton
Musiche Carlos Miranda
Coreografie Daniela Maccari
Assistente del laboratorio Simon Blackhall
Realizzazione luci Vincenzo Turini – Benedetti Delta Service
Assistente di scena Irene Rebuffi

Lindsay Kemp Don Jaime, Barone del Castello del Rospo
Grazia Aldrovandi Doña Maria Dolores, sua sposa
Alessandra Donati Cenerentola, loro figlia
Silvia Magnani Begonia, Sorellastra di Cenerentola
Silvia Rosellini Ninfea, Sorellastra di Cenerentola
Greta Candura/Irene Rebuffi  Lola domestica di casa, poi amorosa del Principe
Paola Martelli L’Imperatrice Vedova,
Ingrid Von Schlecten und Schreck  Renzo Guddemi Il Principe Rupert, suo figlio
Simon Blackhall/ David Haughton  Dandini, Capitano della guardia imperiale
Francesco Balestri  Servitore
Guardia Imperiale: Luca D’Alessio, Tommaso Giannardi, Alberto Ierardi Marco Mazzi, Fabrizio Ughi
Fate: Letizia Costa, Elisa De Luca, Lorena Lucarelli, Agnese Luperini, Flavia Strinati
Chierichetti:  Gerardo Poggiante, Filippo Sassano

Teatro Goldoni, Livorno 29 aprile 2009

Teatro La Versiliana 2 agosto 2009

Fortezza Vecchia, Livorno 12 settembre 2009 con David Haughton nel ruolo di Dandini

Con la nuova produzione di Cenerentola, realizzata nel mese di aprile 2009, in occasione della Giornata Mondiale della Danza, dalla Fondazione Teatro Goldoni di Livorno uno dei grandi protagonisti del teatro europeo, nonché beniamino del pubblico livornese, il danzatore, coreografo e regista britannico Lindsay Kemp è tornato con successo a Livorno, città che ha avuto modo di ammirarlo in passato non solo negli storici spettacoli della Lindsay Kemp Dance Company – in primis in Flowers da Jean Genet, considerato il suo capolavoro – ma anche di acclamarlo come regista di importanti produzioni liriche, quali le edizioni del centenario di Iris (1998) e Le maschere (2001) di Pietro Mascagni, Il flauto magico di Mozart (1999), La traviata di Verdi (2003) e Sogno di una notte di mezza estate di Britten (2004).
Il progetto di Cenerentola, spettacolo fatto di musica, danza e teatro secondo i canoni di un artista ‘totale’ come Kemp è stato pensato dal grande uomo di teatro britannico espressamente per il nostro Teatro, riprendendo e rielaborando in parte quella Cinderella che la Lindsay Kemp aveva proposto alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso, sulle musiche di Carlos Miranda, sia al pubblico inglese che a quello spagnolo e che aveva avuto un’unica apparizione italiana al Festival Vignale Danza. L’idea drammaturgica di Lindsay Kemp è quella, già sperimentata in un altro suo spettacolo storico, Alice sulle musiche di Sergio Rendine (ispirata al racconto Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll), di restituire le atmosfere magiche della fiaba per bambini attualizzandone i contenuti: anche nel caso di questa nuova Cenerentola – che si avvale ancora una volta delle musiche di Carlos Miranda, collaboratore strettissimo per la parte musicale degli spettacoli di Kemp, e di un regista assistente quale David Haughton, altro fedele ‘apostolo’ del teatro kempiano – oltre che dei fondali video di Andrea Pagani, dei disegni di Valentina Restivo e delle coreografie di Daniela Maccari – la favola assume contemporaneamente suggestioni oniriche e visionarie – secondo i ben noti modelli del teatro di Lindsay Kemp – e toni più crudi e realistici. Per quanto riguarda gli interpreti di questa nuova Cenerentola teatrale creata da Kemp, si è puntato su artisti del territorio labronico accuratamente selezionati e preparati attraverso i laboratori teatrali della Fondazione curati dallo stesso artista inglese.
Una Cenerentola, in breve, che mette a confronto, come in tutte le fiabe ‘iniziatiche’, il mondo dell’infanzia con il mondo degli adulti, facendo risaltare, in modo talvolta crudele, tematiche scottanti come le violenza sulla donna e sul bambino: tematiche già da tempo esplorate dalla programmazione della Fondazione Teatro Goldoni. Rispetto al racconto originale di Charles Perrault, Lindsay Kemp inserisce nuovi personaggi, quali Don Jaime, il padre di Cenerentola – interpretato da Kemp stesso -, Dona Maria Dolores, la sua sposa – che in questa versione assume anche il ruolo della “fata buona” – e Dandini, capitano della guardia imperiale, ereditato dall’omonima opera di Rossini. “Un titolo – ha affermato Kemp presentando lo spettacolo al pubblico livornese -che dimostra la sua voglia di comunicare con tutti, attraverso un’arte diretta e accessibile che naviga nel reame della favola anche quando tratta temi scomodi e attuali come la violenza subita da donne e giovani. Cenerentola è un mito che appartiene a tutti, e quindi si presta bene come strumento di comunicazione e come invito all’immaginazione… ma attenzione: le radice di questa fiaba si affondano sì nella voglia di una trasformazione magica per accedere all’amore e alla bellezza, ma bevono anche in terreni psicologici intrisi di crudeltà e sofferenza. Non sarà una Cenerentola qualsiasi!”

dal programma di sala, 29 aprile 2009, Teatro Goldoni Livorno

Foto Paolo Bonciani